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L’oceano diventa radioattivo

Sono iniziate le operazioni per riversare 11.500 tonnellate di acqua a bassa radioattività nell’oceano. Un modo per mettere in sicurezza la centrale nucleare di Fukushima ma che presenta ancora molti punti interrogativi per quanto riguarda l’impatto nell’ecosistema marino. Una soluzione temporanea dettata dall’emergenza in attesa dell’arrivo della prima “megafloat”, l’isola galleggiante che servirà per stoccare i liquidi radioattivi.

Intorno al reattore numero due, gli ultimi rilevamenti del 2 aprile hanno rintracciato quantitativi di iodio-131 pari a 7,5 milioni la norma. E l’acqua riversata in mare ha un indice di radioattività che complessivamente è superiore alla norma di un centinaio di volte. E il capo di gabinetto Yukio Edano, nel corso della conferenza stampa di tarda mattinata, ha affermato che «è una priorità verificare le conseguenze sulla flora e sulla fauna marina».

La Tepco fa invece sapere che entro un mese pagherà dei risarcimenti, da concordare con il Governo di Tokyo, alla popolazione dell’area intorno all’impianto. Si tratta di circa 80 mila persone residenti vicino all’impianto hanno dovuto abbandonare le loro case dopo la fuga di radioattività seguita al sisma e lo tsunami dell’11 marzo. Per non contare i danni agli agricoltori. Dal 31 marzo la Tepco ha già iniziato il versamento di 20 milioni di yen, pari a quasi 70 mila euro, ad ognuna delle nove municipalità dove è scattato l’ordine di evacuazione.

 

Fukushima, chiusa falla acqua radioattiva
ma la Tepco continua a versarla in mare

Il rischio di contaminazione dell’ambiente marino non è escluso
India, blocco totale sulle importazioni di cibo giapponese

TOKYO – La perdita d’acqua altamente radioattiva che scorre nel mare di fronte alla centrale di Fukushima, è stato fermata oggi, ma i versamenti volontari nell’oceano di acqua contaminata stanno continuando, aumentando il rischio di contaminazione della catena alimentare marina. Questa dello stop alla falla è la prima buona notizia da quasi quattro settimane per la Tokyo Electric Power (Tepco), il gestore e proprietario della centrale nucleare di Fukushima Daiichi, gravemente danneggiata dal terremoto e dallo tsunami dell’11 marzo.

La Tepco sta pensando di iniettare azoto in forma gassosa in alcuni dei reattori dell’impianto per evitare nuove esplosioni di idrogeno. Lo scrive il quotidiano economico Nikkei. In giornata potrebbe iniziare l’iniezione di 6mila metri cubi di gas di azoto nel guscio di contenimento del reattore numero uno. Successivamente l’operazione potrebbe essere ripetuta per i reattori numero 2 e 3.

Il rischio di contaminazione dell’ambiente marino non è ancora escluso, dicono gli esperti. Gli studiosi temono che la catena alimentare marina sia contaminata a monte, attraverso il plancton che è mangiato dai pesci.

L’India ha dichiarato ieri un blocco totale sulle importazioni di cibo giapponese, per un periodo di tre mesi che può essere rinnovato. È il primo Paese ad attuare una tale decisione, mentre Cina, Taiwan, Singapore, Russia e Stati Uniti hanno limitato i loro divieti ai prodotti provenienti da alcune regioni del Giappone.

Mercoledì 06 Aprile 2011 – 09:15
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