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La Yakuza assume senzatetto per ripulire Fukushima

Quasi tre anni dopo il terremoto e lo tsunami che hanno causato il più grande disastro nucleare degli ultimi decenni, il Giappone è ancora agli inizi del suo massiccio sforzo di pulizia a Fukushima. A portare avanti le operazioni di smaltimento all’interno della zona di fallout è un esercito di lavoratori pagati 60 dollari al giorno per decontaminare la regione.

Ora, dove le trovi delle persone disposte a lavorare in una zona di fallout per una paga minima? Secondo un rapporto della Reuters, nascoste tra le centinaia di appaltatori che lavorano alle operazioni di pulizia ci sono controllate aziende controllate dalla Yakuza che pagano cacciatori di teste incaricati di trovare dei senzatetto disposti a lavorare all’interno dell’area contaminata.

La portata dello operazioni di pulizia è sconcertante. Mentre la decontaminazione della centrale di Fukushima costerà decine di miliardi e durerà anni, per le aree circostanti alla prefettura di Fukushima i costi di pulizia potrebbero raggiungere i 30 miliardi. E visto che la Tokyo Electric Power Co. (Tepco), proprietaria della centrale di Fukushima, in sostanza è stata nazionalizzata, la Reuters stima che ci siano circa 35 miliardi di dollari di tasse dei contribuenti messe sul tavolo degli appaltatori.

Un dettaglio che ha trasformata la pulizia di Fukushima in una sorta di industria del boom, con tutta una serie di personaggi loschi che cercano di papparsi un pezzo della torta. Ecco alcuni punti salienti del rapporto della Reuters, che vale sicuramente la pena leggere per intero.

Affiliati della criminalità organizzata giapponese sono stati arrestati tre volte quest’anno “con l’accusa di infiltrazione nella rete di subcontraenti per la decontaminazione del gigante delle costruzioni Obayashi Corp e di assegnazione illegale di lavoratori al progetto finanziato dal governo,” i quali in alcuni casi erano senzatetto assunti da reclutatori pagati per ogni lavoratore a salario minimo che riuscivano ad assoldare.

Obayashi, la seconda più grande impresa di costruzioni del Giappone, non è accusata di illeciti. I subappaltatori implicati negli arresti erano tre aziende allontanate dalla stessa Obayashi. Come è successo tutto ciò? Ci sono centinaia di aziende coinvolte nelle operazioni di pulizia e il monitoraggio è carente.

Il numero totale di imprese che hanno beneficiato di fondi pubblici non è stato divulgato. “Ma nelle dieci città più contaminate e su una autostrada che corre a nord oltre i cancelli delle rovine della centrale di Fukushima,” si legge nella relazione, “Reuters ha scoperto che 733 aziende stavano eseguendo lavori per conto del Ministero dell’Ambiente, secondo i termini contrattuali parziali rilasciati dal ministero lo scorso agosto in ottemperanza con la legge nazionale.

Reuters ha scoperto 56 subappaltatori che non potrebbero gestire appalti pubblici perché non possiedono i requisiti imposti dalla legge giapponese sulle costruzioni. Cinque delle aziende incluse nella lista degli appaltatori di pulizia stilata dal Ministero dell’Ambiente giapponese neppure esistevano.

Vista la portata senza precedenti del progetto, e l’urgenza che lo ha contraddistinto fin dai primi giorni, è prevedibile che sarà prodotta un certa quantità di rifiuti. Dopo tutto, trovare imprenditori con esperienza che si facciano concorrenza l’uno con l’altro è molto più facile per un appalto stradale che per uno di pulizia di un disastro nucleare. Tuttavia, il pantano degli appaltatori poco trasparenti e la totale mancanza di controllo descritta da Reuters è inquietante.

A dirla tutta, la mancanza di controllo forse non è poi così sorprendente. Un precedente rapporto della Reuters era praticamente giunto alle stesse conclusioni: la stagnazione dei salari e la mancanza di lavoratori disposti a prendere parte alle operazioni di pulizia, centinaia di subappaltatori hanno riempito i buchi facendo affidamento su reclutatori disposti a trovare forza lavoro di qualsiasi tipo.

Il problema di monitoraggio non è limitato solo al lavoro: all’inizio di quest’anno, l’Autorità giapponese per la sicurezza nucleare (NRA) ha declassato il disastro di Fukushima al suo peggior livello dopo il picco iniziale del post-terremoto. È successo non appena è stato scoperto che nella centrale i serbatoi temporanei per lo stoccaggio di rifiuti radioattivi avevano subito delle perdite. Già allora, la NRA ha detto che non era più tanto certa che il Giappone avrebbe potuto gestire la pulizia con le sole proprie forze.

“La situazione attuale è arrivata a un punto tale che una maggiore sorveglianza non sarà sufficiente a prevenire gli incidenti,” aveva detto ai giornalisti il presidente dell’NRA Shunichi Tanaka. “Il nostro compito adesso è quello di ridurre il rischio che questi incidenti diventino fatali.”

Oltre alle perdite dai serbatoi di stoccaggio, nel sito di Fukushima sono avvenute altre perdite massicce, in gran parte nel Pacifico. Al centro di questi problemi c’è Tepco, che rimane l’autorità di controllo per la decontaminazione dei reattori della centrale, e che ha sempre fallito nel tentativo di rispondere a standard appropriati, anche a seguito di iniezioni di denaro pubblico per miliardi di dollari.

Nel mese di ottobre, il primo ministro giapponese Shinzo Abe ha detto che il suo paese era aperto a ricevere assistenza internazionale, la quale è arrivata dopo una serie di chiamate internazionali ad hoc. Non è ancora chiaro quale forma potrebbe assumere, ma la presenza di un’autorità più forte alla supervisione del progetto potrebbe essere d’aiuto. Che si tratti della centrale nucleare o della prefettura circostante, è sempre più chiaro il fatto che il governo giapponese abbia dimostrato una grave mancanza di controllo della pulizia di Fukushima.

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La diffusione della radioattività nella catena alimentare del mare

Fukushima, la diffusione della radioattività nella catena alimentare del mare

L’oceano Pacifico ridotto a una pattumiera atomica: e fin dove, lo si intuisce dall’immagine a lato. A 30 chilometri da Fukushima il mare è due volte più radioattivo rispetto al massimo ammesso dalla legge giapponese per le acque di scarico delle centrali nucleari, e la contaminazione continua ad aumentare.

Quando si fa il confronto fra Fukushima e Chernobyl, si dimentica regolarmente che la catastrofe di Chernobyl si limitò (si fa per dire…) a coinvolgere acqua e terra, mentre quella ora in corso in Giappone (la fine non si vede neppure) si estende anche all’acqua.

Internet è piena di previsioni sul tragitto nell’atmosfera della nube radioattiva (qualche effetto è avvertibile anche in Italia), ma è difficile trovare dati sull’oceano. Oggi però è stato pubblicato un modello computerizzato che mostra la diffusione della contaminazione nella catena alimentare del Pacifico. L’immagine qui a lato è solo un assaggio: ecco le altre.

Gli oceanografi di Asr (un’agenzia specializzata in consulenze relative a mari e coste) hanno calcolato al computer la dispersione, non della radioattività vera e propria, ma dei piccioli epiccolissimi animali che fluttuano nel mare, sospinti dalle correnti e dalle onde.

Quando queste minuscole creature si trovano dalle parti di Fukushima vengono contaminate dalla radioattività: e poi continuano a viaggiare. Il 20 marzo, pochi giorni dopo l’inizio della catastrofe, la situazione era questa.

Si tratta di plancton, larve di pesci e di invertebrati. Quando vengono mangiati, “trasferiscono” la loro radioattività negli organismi dei predatori; in ultima analisi, il loro percorso in mare si sovrappone all’ingresso della radioattività nella catena alimentare del mare, da cui attinge anche l’uomo attraverso la pesca. Ecco la situazione al 30 marzo.

All’inizio di aprile, prima di bloccare la famosa perdita che portava direttamente in mare l’acqua vicina al reattore 2 e prima che venisse deliberatamente scaricata in mare parte dell’acqua radioattiva di cui è tuttora piena la centrale nucleare, la radioattività nell’oceano davanti al reattore 2 era 7,5 milioni di volte superiore ai limiti legali per le acque di scarico delle centrali nucleari. Adesso in quel punto sembra essersi abbassata. Ecco comunque la diffusione della radioattività nella catena alimentare del mare al 20 aprile.

Al largo la situazione sta addirittura peggiorando. Secondo dati ufficiali, un campione d’acqua prelevato lunedì a 30 chilometri dalla centrale nucleare ha rivelato una concentrazione di Iodio-131 pari a 88,5 Becquerels per litro, il valore più alto in quell’area da quando è iniziata la crisi.

La radioattività supera di 2,2 volte il limite massimo ammesso dalle leggi giapponesi per leacque di scarico delle centrali nucleari. Più del doppio a 30 chilometri di distanza: immaginatevi come è ridotto il mare. E questa è la situazione di oggi, 15 aprile, ultimo giorno preso in considerazione dal modello Asr.

E’ impressionante l’area nella quale i pesci mangiano ormai cibo contaminato dalla radioattività. Il modello vero e proprio della dispersione della radioattività nell’acqua non può essere realizzato, dice Asr, perchè non si sa quanta acqua contaminata è finita in mare, e quale era il suo grado di contaminazione.

Il modello Asr della dispersione della radioattività da Fukushima nella catena alimentare dell’oceano

Su Nhk le analisi di oggi sulla radioattività in mare


Oceano radioattivo

Pesce e mare fortemente contaminati in Giappone: a Iwaki bloccata la pesca di ricci e abaloni

Radioattivi anche prezzemolo e funghi

LIVORNO. Il ministero della salute del Giappone ha reso noto che in alcuni campioni di pesce pescato al largo prefettura di Fukushima e 11 tipi di verdure coltivate nella prefettura è sono stati trovati livelli di radioattività sopra i limiti legali. Il ministero dice che ha trovato 12.500 becquerel per chilogrammo di cesio radioattivo, 25 volte sopra il limite, in piccoli pesci chiamati sand lances catturati ieri al largo della città di Iwaki, a sud della centrale nucleare di Fukushima Daiichi.

Nei pesci è stata riscontrata una contaminazione anche di 12.000 becquerel di iodio radioattivo, 6 volte il limite consentito. Nella stessa area esemplari di questa specie di pesci, molto pescata e venduta, erano già stati contaminar ti da cesio e iodio radioattivi il 7 aprile e sand lances contaminati sono stati pescati anche nella prefettura di Ibaraki, a sud di Fukushima.

continua…


Fukushima una bomba ad orologeria

La centrale nucleare nipponica potrebbe provocare danni gravissimi secondo uno dei più influenti fisici nucleari

Uno dei più prestigiosi fisici degli Stati Uniti,Michio Kaku, che insegna attualmente all’università  City College di New York City,attacca la Tepco per le sue menzogne e definisce Fukushima come una bomba ad orologeria che potrebbe esplodere ancora provocando un disastro peggiore di quello diChernobyl.

RISCHIO CATASTROFE A FUKUSHIMA – Da quando è arrivato lo Tsunami la centralenucleare di Fukushima è stata irrimediabilmente danneggiata. Da cinque settimane l’azienda che gestisce l’impianto, Tepco, prova a riportare la situazione alla normalità, ma il raffreddamento del reattore non è ancora stato fatto, e continuano ad uscire onde radioattive che inquinano la terra, le acque circostanti e colpiscono la salute delle persone. L’azienda giapponese ha annunciato di aver pagato i primi risarcimenti danni e cerca di rassicurare la popolazione, mentre i tecnici cercano di evitare in ogni modi la possibile catastrofe nucleare. Michio Kaku, uno dei più noti fisici nucleari statunitensi, nato in America da una coppia di immigrati giapponesi, ha però spiegato che la situazione nell’impianto nipponico è ancora potenzialmente molto pericolosa, perfino più di Chernobyl. “Un nuovo terremoto o una nuova rottura nell’impianto potrebbe portare ad una grossa fusione del reattore, e le conseguenze sarebbero catastrofiche”.

TEPCO HA MENTITO – Kaku rivolge critiche molto dure a Tepco. L’azienda avrebbe mentito sin dall’inizio. “ Finora le radiazioni provocate da questo incidente hanno provocato la fuoriscita di 50 mila miliardi di becquerel, una categoria 7, ma l’impatto è finora minore che a Chernobyl. Ma il problema è la radioattività dalla centrale è continua, e quello che stiamo vedendo ora  a Fukushima è una bomba a orologeria”. E paragona la situazione al Cliffhanger, quando si rimane appesi alla roccia solo con la forza delle dita, e col tempo si rischia di cadere nel vuoto. Kaku definisce i tecnici attivi a Fukushima come persone coinvolte in una missione suicida.

PERICOLO MALATTIE E CIBO CONTAMINATO – Un ulteriore pericolo è il cibo contaminato. “ A Fukushima si è liberata una quantità enorme di Iodio-131, sostanza solubile in acqua. Se piove, entra direttamente nel terreno. Le mucche mangiano l’erba, ed ecco la sostanza contaminata arriva nel nostro latte. Se sono se ne parla, è il collasso completo dell’agricoltura giapponese”.  Kaku è rimasto sconvolto anche dal raggio molto piccolo della zona di evacuazione, di soli 20 chilometri. “ Mi chiedo, perché non ci diciamo la verità? Nel frattempo i valori di radioattività crescono anche in un cerchio di circa quaranta chilometri. Questo potrebbe provocare un incremento dei casi di leucemia o dei tumori alla tiroide. Sarebbero conseguenze inevitabili”. Per quanto riguarda gli Stati Uniti il fisico dell’Università di New York auspica un dibattito nazionale sui pericoli dell’atomo, che sarebbe sempre a rischio catastrofe in caso di disastri naturali.



Fukushima avvelena le fabbriche: allarme per le “macchine radioattive”

MOSCA – Le radiazioni di Fukushima hanno impregnato terra, persone, aria e mari circostanti e per chi sa quanto tempo faranno danni. Quello che forse non si era messo in conto è che l’aria impestata dal fumo nucleare potesse contaminare una fabbrica di auto e che da questa uscissero, appunto, macchine radioattive. Contaminate, avvelenate: livelli di radiazioni ben oltre il livello di guardia che hanno destato l’allarme a Vladivostok, Russia, dove sono arrivati circa cinquanta modelli importati dal Giappone.

Una partita di auto bloccata alla dogana del porto nell’estremo oriente russo, con il risultato che ora i doganieri non sanno che pesci pigliare con questevetture perché la decontaminazione si può effettuare solo in centri specializzati ma la legge russa vieta di far uscire dal porto qualsiasi materiale radioattivo.

Il direttore del porto Serghiei Lopunov ha ammonito che l’attività dell’infrastruttura rischia di restare paralizzata per la mancanza di uno spazio adeguato in cui custodire le auto. Il livello di radiazioni gamma è sei volte superiore la norma, mentre i radionuclidi attivi beta superano la soglia di guardia di dieci volte.

15 aprile 2011 | 16:21


Sisma Giappone, Tepco sposta generatori per sicurezza in caso tsunami

Tokyo (Giappone) – Tokyo Electric Power Co., operatore della centrale nucleare di Fukushima Daiichi danneggiata dal terremoto in Giappone, ha annunciato di aver spostato in zone più elevate alcune fonti di alimentazione energetica per alcuni reattori, per evitare un’altra interruzione di energia nel caso si verificasse un nuovo tsunami.

16 aprile 2011 | 14:17


Fukushima: fissione in corso? E intanto ad Onagawa…

Mentre i nostri TG si affrettano a rassicurarci che Fukushima è sì allivello 7 INES, ma non se lo merita perché “è meno di Chernobyl” e quindi dovrà essere presto ricollocata ad un più rassicurante livello 6, c’è invece chi prospetta una prossima inaugurazione dei livelli 8 o 9.

Come titola appunto Daily Kos, riportando news da Zerohedge e da KyodoNews,L’evento di Fukushima sta per essere dichiarato incidente di livello 8 o 9.

Secondo la TEPCO, iodio-131 radioattivo a 220 becquerel per centimetro cubico, cesio-134 ad 88 becquerel e cesio-137 a 93 becquerel sono stati riscontrati nell’acqua delle vasche. Queste sostanze sono generate da fissione nucleare.

Una fissione nucleare che, viste le condizioni da cumulo di macerie del reattore, è a contatto con l’ambiente esterno. Che allegria. In una breve aggiunta finale, la TEPCO ha dichiarato che anche il reattore 2 è danneggiato.

Poi arrivano brutte notizie anche da Onagawa, ricordate, la centrale nucleare di cui si è parlato qualche giorno fa in occasione della nuova scossa di terremoto di grado 7,4. Da KyodoNews:

Il reattore n°1 della centrale nucleare di Onagawa nella prefettura di Miyagi, nel giorno 7 aprile, ha subito una scossa più forte di quanto fosse progettato a sopportare durante un terremoto, secondo gli addetti alla sicurezza nucleare.

Stanno ancora controllando.